A seguito della prima lettera sottostante è nata una corrispondenza tra Katherin Säuberli e l’ufficio federale di giustizia diretto dalla CF Sommaruga che potete leggere soltanto in lingua originale (tedesco) nel menu di lingua tedesca: “Unsere Vergangenheit – Dossier Sommaruga”.

Lettera aperta alla Consigliere Federale Simonetta Sommaruga e a tutti i legali, avvocati divorzisti e pretori della Svizzera.

 

Quali donne sono sostenute e “protette” dalle nostre leggi? Un appello di „una seconda“.

 

Dal 2005 convivo con un uomo che è de facto separato dalla sua moglie dal gennaio 2004 e di quale comincia la procedura del divorzio consenziente a settembre 2006. La “ex” reclama per sé condizioni economiche impossibili e trascina la procedura di divorzio anche con delle tattiche perfidi solo per impedire a noi di rifarci una vita, anzi per poter risolvere il suo matrimonio da vedova. Oggi abbiamo fortunatamente un figlio di 4 anni.

 

Divorzio: ipocrisie, angherie e bugie

 

La signora “ex” ha creato terra bruciata attorno a me e al mio partner. Per mezzo di bugie ha allontanato sistematicamente delle persone dal nostro cerchio di amici. Ha denigrato la figura professionale dell’ex-marito. Io, la “seconda”, devo un giorno sì, un giorno no, trovare le energie e i nervi per rimediare ai colpi che il mio compagno deve incassare e tirare avanti la nostra famigliola. Naturalmente tutto nel più assoluto silenzio. Anche mio figlio soffre di questa situazione di stress. E pensare che politici e giuristi parlano sempre di “bene dei figli”. Ma di quali figli? Quelli già psichicamente rovinati dal primo divorzio o quelli di secondo letto ancora integri? Perché lei con il suo avvocato possono fomentare un inferno burocratico che va oltre ogni immaginazione? In Ticino vantiamo il record di 28 anni per un divorzio. Perché nessuno prende in considerazione come sta la “nuova donna” o, se non altro, garantire il benessere di una eventuale “nuova” famiglia? Chi, se non il pretore, può garantire a me e mio figlio di non dover soffrire dagli incubi interminabili provocati da un divorzio kafkiano?

 

La “seconda”, donna di seconda classe?

 

Perché abbiamo donne, soprattutto femministe, che producono donne e figli di seconda categoria? In realtà noi donne creiamo compagne di seconda classe, figli di seconda classe, nonne, zie di seconda classe. Credo che lei, politica sensibile ai temi sociali e alle rivendicazioni femminili, possa chinarsi sui problemi delle „seconde“, sulla discriminazione creata dal femminismo. Anche mio figlio ha il diritto di avere un padre a tutti gli effetti. Perché mio figlio non può portare il nome di suo padre? Perché nei calcoli degli alimenti vi sono discriminazioni tra figli di primo e secondo letto? Perché certi ex mariti escono dal primo matrimonio con il diritto del minimo vitale – ossia CHF 2’500.- tutto incluso – e noi seconde dobbiamo intervenire come pompieri?

 

Gentile Consigliera Federale, cosa può fare per le “seconde” di questo paese?

 

Chiedo che in futuro noi donne innamorate di uomini ex mariti possiamo vivere una vita famigliare senza incubi – naturalmente non a scapito di terzi.

 

Chiedo che le istituzioni si muovano in tempi accettabili, ed impediscano che i divorzi diventino un affare per certe donne e una croce per altre.

 

Se lei riuscisse a fermare il salasso emozionale e finanziario di cui sono responsabili pretori, avvocati, tutorie e istituzioni di tutti i generi, se lei riuscisse a difendere gli interessi delle donne tutte e non solo di quelle di prima categoria, le sarò immensamente grata.

 

Nell’attesa della sua presa di posizione rimango con saluti distinti,

 

Katherin Säuberli